lunedì 28 marzo 2011

Il Cigno Nero: l'identificazione per la perfezione

Può la passione per qualcosa permeare il nostro io fino a prenderne completamente il controllo?



Avere un obiettivo, uno solo, averlo davanti agli occhi così limpidamente che tutto il resto inizialmente si sfoca, diventando solo il contorno in bianco e nero della nostra dedizione, e poi si distorce al punto da condizionarci completamente.
Il cigno nero è questo: sacrificio, desiderio, amore, paura, sofferenza, morte; completa identificazione, nella nemesi di noi stessi, della paura di non farcela.

Ricercare la perfezione vuol dire essere quella perfezione, perché il cigno non pensa ai passi o al pubblico…è il solo desidero a spingerlo…quello e basta.
Se il mio nemico, il mio ostacolo o il mio impedimento si trova al di fuori di me posso oggettivare il mio odio, posso guardare in faccia il motivo del mio eventuale fallimento, ma se così non fosse?
Se quel motivo fosse dentro di me? Avrei la forza di annientarlo? E se si, come?
Identificazione e condizionamento sono potenti strumenti per raggiungere il nostro scopo…forse troppo potenti.
Nel “cigno nero” troviamo un vero e proprio psicodramma che porta a molte riflessioni, come l’evidente analogia tra l’incantesimo che trasforma la principessa in un cigno e una ballerina promettente (Nina Sayers) che a 28 anni vive ancora con la madre ossessiva (e per fare un po’ di psicoanalisi probabile causa della sua insicurezza e bisogno di assoluta perfezione).
Ormai un classico (ultimamente molto esplorato nel cinema) la contrapposizione tra razionalità cosciente e follia, lì dove la follia interpreta un lato nascosto, oscuro e in qualche modo l’insieme dei nostri desideri latenti.

Una Natalie Portman da brividi (non a caso l’unico oscar vinto, dei 5 per cui il film di Aronovsky è stato candidato, è stato “miglior attrice protagonista”) e un Vincent Cassel che forse conta un po’ troppo sul suo indubbio fascino.
Attori perfetti per i rispettivi personaggi. Da citare Mila Kuni (scena di sesso indimenticabile con Natalie Portman).
Recensioni spaccate in due sul web, molte infatti anche le critiche.
A mio avviso è film coinvolgente, teso, erotico, forse in qualcosina stereotipato, debitore un po’ a Freud/Lacan un po’ a Dostoevskij ma sicuramente un film che fa parlare…e che non lascia indifferenti.



Come al solito aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni.

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